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Calcolo ISTAT del canone d'affitto

Calcola gratis l'aggiornamento annuale del canone con gli indici FOI ufficiali di ISTAT, aggiornati a settembre 2026. Senza registrazione.

Indici ufficiali ISTAT aggiornati a settembre 2026 (104,3, base 2025), disponibile qui dal 17/10/2026. Ultimo controllo su ISTAT: 17/10/2026. Il prossimo, ottobre 2026, esce verso metà novembre 2026.
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Come funziona l'aggiornamento ISTAT

L'aggiornamento ISTAT adegua il canone all'aumento dei prezzi. Si basa sull'indice FOI senza tabacchi (prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), che ISTAT pubblica ogni mese.

La formula è semplice: nuovo canone = canone attuale × (1 + variazione FOI × percentuale). La variazione è quella fra l'indice del mese di arrivo e quello del mese di partenza, arrotondata al primo decimale come la pubblica ISTAT; la percentuale del contratto, spesso il 75%, si applica a questo valore. Esempio: indici che salgono del 3,36% danno una variazione del 3,4%, che al 75% diventa 2,55%.

Quando si può chiedere

Solo se il contratto prevede l'aggiornamento e non è attiva la cedolare secca. L'aumento va chiesto per iscritto all'inquilino e di solito vale dal mese successivo alla richiesta: i mesi in cui ci si dimentica di chiederlo, in genere, non si recuperano.

Il cambio di base del 2026

Da gennaio 2026 l'indice FOI è pubblicato in base 2025 = 100. Se il mese di partenza è espresso nella vecchia base 2015 = 100, i due valori non sono direttamente confrontabili: serve il coefficiente di raccordo pubblicato da ISTAT, che qui viene applicato automaticamente.

Indici FOI degli ultimi mesi

Indice FOI senza tabacchi e variazione rispetto allo stesso mese dell'anno prima. Fonte: ISTAT.
MeseIndiceVar. annuaal 75%
Settembre 2026104,3 (b. 2025) 4,0% 3%
Agosto 2026103,7 (b. 2025) 3,4% 2,55%
Luglio 2026103,1 (b. 2025) 2,8% 2,1%
Giugno 2026102,8 (b. 2025) 3,2% 2,4%
Maggio 2026102,8 (b. 2025) 3,0% 2,25%
Aprile 2026102,5 (b. 2025) 2,6% 1,95%
Marzo 2026101,5 (b. 2025) 2,3% 1,725%
Febbraio 2026100,9 (b. 2025) 1,1% 0,825%
Gennaio 2026100,4 (b. 2025) 1,5% 1,125%
Dicembre 2025121,5 (b. 2015) 1,6% 1,2%
Novembre 2025121,3 (b. 2015) 1,0% 0,75%
Ottobre 2025121,4 (b. 2015) 1,1% 0,825%
Settembre 2025121,7 (b. 2015) 2,0% 1,5%

Dati scaricati dal servizio ufficiale di ISTAT. Per i valori certificati fa fede Rivaluta ISTAT.

Domande frequenti sull'aggiornamento ISTAT

Si prende la variazione percentuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI, senza tabacchi) fra due mesi, di solito a distanza di un anno, e la si applica al canone nella misura prevista dal contratto (per esempio il 75%). Esempio: con una variazione del 2% e un canone di 600 euro, al 75% l'aumento è di 9 euro al mese (600 × 2% × 75%).

Di norma si confronta l'indice del mese che precede la decorrenza del contratto (o dell'ultimo aggiornamento) con quello dello stesso mese dell'anno successivo. Fa fede quanto scritto nel contratto.

Dipende dal contratto. Per le locazioni a uso diverso dall'abitativo la legge lo limita di norma al 75% della variazione (art. 32 L. 392/1978); nei contratti a canone concordato la misura è fissata dagli accordi territoriali, di norma fino al 75%; nei contratti abitativi a canone libero le parti possono pattuire anche il 100%.

No. Per tutto il periodo in cui è attiva l'opzione per la cedolare secca il locatore rinuncia all'aggiornamento del canone, anche se previsto dal contratto, compreso quello ISTAT.

L'aggiornamento va richiesto per iscritto all'inquilino e, in genere, è dovuto dal mese successivo alla richiesta, senza effetto retroattivo, salvo quanto previsto dal contratto. Per questo conviene non dimenticare la scadenza.

Da gennaio 2026 ISTAT pubblica l'indice FOI con base 2025 = 100, al posto della base 2015 = 100. Per confrontare mesi in basi diverse si usa il coefficiente di raccordo ufficiale (1,214): questo calcolatore lo applica da solo.
Il calcolo e le informazioni di questa pagina sono un supporto: si basano sulle regole generali della legge, verificate il 29/10/2026 (fonti e verifiche), e non sostituiscono un professionista (commercialista, avvocato, CAF o associazione della proprietà). Verificali sempre sul tuo contratto e sulle fonti ufficiali prima di usarli.

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