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Ricevuta d'affitto: cosa deve contenere, marca da bollo e pagamento in contanti

Aggiornata al · 3 minuti di lettura · Redazione GestionaleAffitti

Le indicazioni di questa guida sono un supporto: si basano sulle regole generali della legge, verificate il 29/10/2026 (fonti e verifiche), e non sostituiscono un professionista (commercialista, avvocato, CAF o associazione della proprietà). Verificali sempre sul tuo contratto e sulle fonti ufficiali prima di usarli.

In breve

  • La ricevuta (quietanza) è il documento con cui il proprietario attesta di aver ricevuto il canone: l'inquilino ha diritto di chiederla (art. 1199 del Codice civile).
  • Deve indicare chi paga e chi riceve, l'immobile, il periodo a cui si riferisce il pagamento, l'importo, la data e la firma del proprietario.
  • Per importi superiori a 77,47 euro va applicata una marca da bollo da 2 euro; secondo l'interpretazione prevalente serve anche con la cedolare secca.
  • I canoni delle abitazioni vanno pagati in modo tracciabile; se si paga in contanti, nei limiti di legge, la ricevuta è la prova del pagamento.
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Quando serve la ricevuta

Chi paga ha sempre diritto alla quietanza (art. 1199 del Codice civile): il proprietario deve rilasciare la ricevuta quando l'inquilino la chiede. In pratica conviene rilasciarla sempre, soprattutto se il canone non è pagato con bonifico: è la prova del pagamento per entrambi, utile per le detrazioni dell'inquilino, per la dichiarazione del proprietario e in caso di contestazioni.

Con il bonifico la contabile della banca è già una prova del pagamento, ma molti inquilini chiedono comunque la ricevuta, per esempio per i bonus e le detrazioni sull'affitto.

Cosa scrivere nella ricevuta

  1. Proprietario: nome e cognome (o ragione sociale) e codice fiscale.
  2. Inquilino: nome, cognome e codice fiscale di chi paga.
  3. Immobile: indirizzo ed eventualmente i dati catastali.
  4. Periodo: il mese (o i mesi) a cui si riferisce il canone, per esempio «canone di ottobre 2026».
  5. Importo in cifre e in lettere, distinguendo eventualmente canone e spese condominiali.
  6. Modalità di pagamento: contanti, bonifico, assegno.
  7. Luogo, data e firma del proprietario.
  8. Gli estremi del contratto registrato (data e numero di registrazione) sono facoltativi ma utili.

Puoi preparare una ricevuta completa e pronta da stampare con il nostro generatore gratuito di ricevute d'affitto: i dati restano nel tuo browser.

La marca da bollo da 2 euro

Le quietanze di importo superiore a 77,47 euro sono soggette all'imposta di bollo di 2 euro (D.P.R. 642/1972, tariffa, art. 13). La marca si applica sull'originale consegnato all'inquilino; il costo può essere posto a carico dell'inquilino, come normalmente avviene, o diversamente concordato.

La cedolare secca sostituisce l'imposta di bollo sul contratto; secondo l'interpretazione prevalente non esenta le ricevute dei canoni, che restano soggette al bollo quando superano 77,47 euro. Nel dubbio, chiedi conferma al tuo commercialista.

Si può pagare l'affitto in contanti?

La legge prevede che i canoni di locazione delle abitazioni (escluse quelle di edilizia residenziale pubblica) siano pagati con modalità che ne assicurino la tracciabilità (art. 1, comma 50, legge 147/2013). Il Ministero dell'Economia, con la nota del 5 febbraio 2014, ha chiarito che il pagamento in contanti resta possibile entro i limiti generali per l'uso del contante, purché ci sia una prova scritta chiara che quella somma è stata pagata per il canone: la ricevuta, appunto.

Il consiglio pratico è sempre il bonifico: è la prova più semplice, serve all'inquilino per le detrazioni e al proprietario per evitare contestazioni.

Ogni quanto rilasciarla e come conservarla

  • Una ricevuta per ogni pagamento, numerata in ordine progressivo.
  • Conserva una copia (anche digitale) per tutta la durata del contratto e almeno fino a quando il Fisco può fare controlli sulla dichiarazione: fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione (settimo, se la dichiarazione non è stata presentata).
  • Se l'inquilino paga in ritardo o in parte, scrivi esattamente l'importo ricevuto e il periodo a cui si riferisce.

Come aiuta un gestionale

Con GestionaleAffitti quando segni un canone come pagato la ricevuta si crea da sola, con numero progressivo, ed è subito visibile all'inquilino nella sua area o inviata via email. Lo storico delle ricevute resta in archivio, pronto per il commercialista.

Domande frequenti

Il proprietario deve rilasciarla se l'inquilino la chiede (art. 1199 c.c.). Se il canone è pagato in contanti è comunque indispensabile come prova del pagamento.

Di solito l'inquilino, che rimborsa i 2 euro al proprietario o fornisce la marca. Le parti possono accordarsi diversamente. Serve per importi superiori a 77,47 euro.

Sì, se il pagamento riguarda più mesi: basta indicare chiaramente i mesi pagati e l'importo complessivo.

Sì, purché contenga tutti i dati richiesti. Se l'importo supera 77,47 euro il bollo resta dovuto anche sulla ricevuta digitale: chiedi al commercialista la modalità più semplice per assolverlo.

Fonti

Questa guida ha carattere informativo e riflette le norme in vigore alla data di aggiornamento. Non sostituisce il parere di un avvocato, di un commercialista o di un'associazione della proprietà, a cui rivolgersi per il proprio caso.

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