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Cedolare secca sugli affitti: come funziona, aliquote e quando conviene

Aggiornata al · 4 minuti di lettura · Redazione GestionaleAffitti

Le indicazioni di questa guida sono un supporto: si basano sulle regole generali della legge, verificate il 29/10/2026 (fonti e verifiche), e non sostituiscono un professionista (commercialista, avvocato, CAF o associazione della proprietà). Verificali sempre sul tuo contratto e sulle fonti ufficiali prima di usarli.

In breve

  • La cedolare secca è un'imposta fissa sui canoni di affitto delle abitazioni che sostituisce IRPEF e addizionali, imposta di registro e bollo sul contratto.
  • L'aliquota è il 21% del canone annuo; scende al 10% per i contratti a canone concordato nei Comuni previsti dalla legge.
  • Possono sceglierla le persone fisiche che affittano fuori dall'attività d'impresa o professionale, per immobili abitativi e relative pertinenze.
  • Per tutta la durata dell'opzione il proprietario rinuncia a qualsiasi aumento del canone, compreso l'aggiornamento ISTAT.
  • Se conviene dipende da detrazioni, addizionali e reddito complessivo, non solo dall'aliquota: il confronto va fatto caso per caso, con il commercialista o il CAF.
Calcola l'aggiornamento ISTAT del canone

Che cos'è la cedolare secca

La cedolare secca è un regime facoltativo di tassazione dei canoni di locazione degli immobili abitativi, previsto dall'articolo 3 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23. Invece di sommare il canone agli altri redditi e pagarci l'IRPEF con le addizionali, il proprietario paga un'imposta con aliquota fissa sul canone annuo pattuito.

La cedolare secca sostituisce: l'IRPEF e le addizionali regionale e comunale sul reddito dell'immobile, l'imposta di registro e l'imposta di bollo sul contratto (anche per risoluzioni e proroghe). Non sostituisce l'IMU, che resta dovuta se prevista.

Aliquote: 21% e 10%

Tipo di contrattoAliquota
Canone libero (4+4), transitorio, per studenti21%
Canone concordato (3+2, e transitori e per studenti a canone concordato) nei Comuni ad alta tensione abitativa e negli altri Comuni previsti dalla legge10%

L'imposta si calcola sul canone annuo intero, senza la riduzione forfettaria del 5% prevista per l'IRPEF. Esempio: con un canone di 700 euro al mese (8.400 euro l'anno) a canone libero, la cedolare è 1.764 euro l'anno (8.400 × 21%).

Per le locazioni brevi (fino a 30 giorni) valgono regole proprie, cambiate dalla legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199): dal 2026 la cedolare è al 21% per un solo appartamento scelto dal proprietario e al 26% per il secondo. Dal terzo appartamento affittato per brevi periodi nello stesso anno l'attività si presume d'impresa: niente cedolare e serve la partita IVA.

Chi può scegliere la cedolare secca

  • Le persone fisiche proprietarie o titolari di un diritto reale di godimento (per esempio l'usufruttuario) che affittano fuori dall'attività d'impresa, arte o professione.
  • Per immobili abitativi e le relative pertinenze affittate insieme (o anche con contratto separato, se il legame con l'abitazione è indicato).
  • Se l'immobile è di più proprietari, ognuno decide per sé: uno può scegliere la cedolare e l'altro restare con l'IRPEF.

Non possono sceglierla le società e chi affitta nell'ambito della propria attività d'impresa.

La rinuncia all'aumento del canone (anche ISTAT)

Chi sceglie la cedolare secca rinuncia, per tutto il periodo dell'opzione, a qualsiasi aggiornamento del canone, compreso l'adeguamento ISTAT, anche se il contratto lo prevede. La legge chiede di comunicarlo prima all'inquilino con lettera raccomandata; la comunicazione non serve se la rinuncia è già scritta nel contratto.

Se in futuro si revoca l'opzione, dall'annualità successiva il canone torna aggiornabile secondo il contratto.

Come si sceglie e come si paga

  1. Alla registrazione del contratto: si indica l'opzione nel modello RLI, entro 30 giorni dalla stipula (o dalla decorrenza, se anteriore). Vale per tutta la durata, salvo revoca.
  2. Negli anni successivi: si può scegliere entro 30 giorni dall'inizio di una nuova annualità, sempre con il modello RLI. Vale per il periodo che resta.
  3. In caso di proroga: si sceglie con il modello RLI di proroga, entro 30 giorni.

La cedolare non si paga alla registrazione: si calcola nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) e si versa con F24 alle stesse scadenze dell'IRPEF, con acconti e saldo.

Quando conviene

Con gli scaglioni IRPEF del 2026 (23%, 33% e 43%) l'aliquota marginale è già sopra il 21% dal primo scaglione, quindi a parità di imposta lorda la cedolare è spesso più leggera, e ancora di più con il canone concordato al 10%. In più si risparmiano registro e bollo sul contratto. Ma il risultato finale dipende da detrazioni, addizionali e dal reddito complessivo, non solo dall'aliquota.

Può non convenire quando:

  • il reddito complessivo è basso e l'aliquota IRPEF effettiva è vicina o inferiore al 21%;
  • ci sono detrazioni che altrimenti andrebbero perse (il reddito tassato con la cedolare non riduce l'IRPEF su cui si applicano);
  • il contratto prevede aumenti del canone importanti che con la cedolare si perdono.

Il confronto va fatto sui propri numeri, meglio con il commercialista o il CAF.

Come aiuta un gestionale

Con GestionaleAffitti indichi per ogni contratto se c'è la cedolare secca: il gestionale non ti propone l'aggiornamento ISTAT quando non è dovuto, tiene traccia delle annualità e prepara il riepilogo annuale dei canoni da dare al commercialista per la dichiarazione.

Domande frequenti

Di regola no: è prevista per gli immobili abitativi e le loro pertinenze. Per alcuni contratti di negozi stipulati nel 2019 era prevista un'eccezione temporanea, che non vale per i nuovi contratti.

No. La cedolare sostituisce l'imposta di registro e il bollo sul contratto, anche per proroghe e risoluzioni. Restano invece dovute le eventuali sanzioni per registrazione tardiva.

No. Per tutta la durata dell'opzione il locatore rinuncia a ogni aumento, compreso l'aggiornamento ISTAT, anche se previsto dal contratto.

Sì: l'opzione si può revocare per un'annualità successiva, entro 30 giorni dal suo inizio, con il modello RLI. Dalla revoca si torna all'IRPEF e all'imposta di registro annuale.

Fonti

Questa guida ha carattere informativo e riflette le norme in vigore alla data di aggiornamento. Non sostituisce il parere di un avvocato, di un commercialista o di un'associazione della proprietà, a cui rivolgersi per il proprio caso.

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