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Affittare casa per la prima volta: cosa preparare

· Pubblicato il · 5 minuti di lettura

Norme, importi ed esempi di questo articolo sono un supporto: si basano sulle regole generali della legge, verificate il 29/10/2026 (fonti e verifiche), e non sostituiscono un professionista (commercialista, avvocato, CAF o associazione della proprietà). Verificali sempre sul tuo contratto e sulle fonti ufficiali prima di usarli.

Proprietaria con chiavi e cartellina blu in un appartamento luminoso.

In breve

  • Per affittare casa per la prima volta prepara un fascicolo con i dati dell’immobile, l’APE, la bozza del contratto e i materiali per la consegna.
  • Prima di fissare la firma, controlla le condizioni dell’alloggio e scegli il contratto in base all’esigenza abitativa reale.
  • Per il canone concordato e il transitorio occorre individuare l’accordo territoriale applicabile e i documenti richiesti per quel caso.

Per affittare casa per la prima volta, parti da una cartellina e da un sopralluogo fatto con calma. Prima dell’annuncio ti servono risposte precise: che cosa consegnerai, quali lavori restano da fare, quale contratto risponde all’uso previsto e quali documenti hai già pronti.

Questa checklist riguarda una normale abitazione privata da concedere in locazione residenziale. Affitti turistici, edilizia pubblica e immobili soggetti a discipline speciali richiedono verifiche diverse: l’ambito e le esclusioni sono indicati nella legge 431/1998, articolo 1.

Quali verifiche sull’immobile fare prima dell’annuncio?

Visita l’appartamento come se dovessi entrarci domani. Apri le finestre, prova rubinetti e scarichi, osserva pareti e soffitti, controlla serrature e dotazioni. Annota infiltrazioni, umidità, elementi danneggiati e interventi ancora aperti. Per impianti e problemi tecnici, affida gli accertamenti a un professionista qualificato.

Dividi gli interventi tra quelli da chiudere prima della consegna e quelli da approfondire. Evita date di ingresso che dipendono da lavori non ancora programmati. Il codice civile, articolo 1575, richiede al locatore di consegnare l’immobile in buono stato di manutenzione e mantenerlo adatto all’uso concordato.

Raccogli titolo di provenienza, visura e planimetria catastale disponibili, documentazione edilizia, documenti degli impianti e relativi libretti. È una raccolta utile per le verifiche, non un elenco di allegati obbligatori per ogni contratto. Se i locali sono stati modificati o i documenti non corrispondono alla situazione che trovi, fai chiarire le differenze prima di procedere.

Prepara anche l’attestato di prestazione energetica, l’APE. Per l’abitazione ordinaria qui considerata, deve essere disponibile dall’avvio delle trattative e consegnato alla loro conclusione. Per l’annuncio recupera gli indici di prestazione energetica e la classe da riportare. Se possiedi già un attestato, fai controllare che sia ancora valido, soprattutto dopo interventi sull’immobile: D.Lgs. 192/2005, articolo 6, commi 2, 5 e 8.

Come scegliere il contratto prima di preparare la bozza?

Scrivi prima l’esigenza abitativa, poi scegli il modello. Una locazione stabile e un soggiorno legato a un’esigenza temporanea non richiedono gli stessi preparativi.

  • Canone libero: il contratto ordinario prevede almeno quattro anni, con rinnovo di quattro alla prima scadenza, salvo i casi di diniego previsti dalla legge.
  • Canone concordato: durata minima di tre anni e, alla prima scadenza senza accordo sul rinnovo, proroga biennale, salvi i casi legali di diniego. Canone e condizioni seguono gli accordi locali.
  • Transitorio: verifica una concreta esigenza temporanea e la sua corrispondenza all’accordo applicabile. Non sceglierlo soltanto per “provare” l’inquilino.

Le durate ordinarie derivano dalla legge 431/1998, articolo 2, commi 1, 3 e 5. Per confrontare anche la locazione agli studenti puoi consultare la guida alle tipologie di contratto di affitto.

Se valuti il concordato, conserva l’accordo territoriale applicabile con Comune e data di deposito, il prospetto di calcolo e il modello pertinente. Controlla anche le modalità di attestazione per i contratti non assistiti. Il D.M. 16 gennaio 2017, articolo 1, commi 1, 8 e 10, disciplina questi passaggi; l’articolo 7 collega l’obbligatorietà dei modelli al deposito dei nuovi accordi e mantiene quelli precedenti fino alla loro adozione. Non basta scaricare un modulo nazionale senza individuare l’accordo locale.

Nel quadro del decreto del 2017, il transitorio dura al massimo diciotto mesi. L’esigenza va dichiarata nel contratto e, oltre trenta giorni, provata con documentazione allegata, secondo l’articolo 2, commi 1 e 4. Senza conoscere il Comune non si può definire qui il canone o la documentazione specifica del tuo caso.

Che cosa mettere nel fascicolo iniziale?

Prepara una cartella con sezioni riconoscibili. Tieni separati i documenti di lavoro da quelli che formeranno il contratto e i suoi allegati.

  • Immobile: indirizzo completo, identificativi catastali, pertinenze comprese, APE e documentazione tecnica raccolta.
  • Parti: dati anagrafici e codici fiscali, recapiti e documenti utili a identificare chi firma. Chiarisci eventuali rappresentanze prima dell’appuntamento.
  • Accordo economico: canone, scadenze di pagamento, modalità concordata, spese accessorie e garanzie previste, descritte separatamente.
  • Contratto: bozza aggiornata, date, elenco degli allegati e, quando pertinente, accordo territoriale, calcolo del canone e documentazione della transitorietà.
  • Consegna: inventario degli arredi, fotografie datate, elenco delle chiavi e schema per annotare letture e identificativi dei contatori.

Per le spese condominiali, chiedi all’amministratore i documenti utili a formulare una stima e a distinguere le voci. Evita di presentare un acconto come un costo definitivo. Nel verbale descrivi arredi e difetti visibili in modo concreto: “anta del mobile graffiata” dice più di “appartamento in buono stato”.

Qual è la checklist dal sopralluogo alla firma?

  1. Dopo il sopralluogo: chiudi gli interventi necessari e chiarisci le anomalie documentali.
  2. Prima delle visite: prepara l’APE, definisci cosa è compreso e indica una data di disponibilità realistica.
  3. Prima della bozza definitiva: scegli il contratto e raccogli i documenti richiesti per quella formula.
  4. Prima dell’appuntamento: invia la bozza per la lettura e controlla che canone, date, pertinenze e allegati coincidano in ogni documento.
  5. Alla firma: verifica i dati delle parti, sottoscrivi il contratto scritto e completa gli allegati previsti. La forma scritta è richiesta dall’articolo 1, comma 4, della legge 431/1998.
  6. Per la consegna: concorda il sopralluogo con l’inquilino e prepara verbale, inventario, letture e conteggio delle chiavi.

Organizza già prima della firma anche la registrazione, individuando chi curerà l’invio e dove conserverai la ricevuta. La legge 431/1998, articolo 13, comma 1, pone sul locatore l’obbligo di registrazione e di documentata comunicazione al conduttore e all’amministratore del condominio. Non lasciare questo passaggio senza un responsabile e una scadenza programmata.

Domande frequenti

Devo allegare l’APE al contratto del singolo appartamento?

L’articolo 6, comma 3, del D.Lgs. 192/2005 esclude l’obbligo di allegazione per le locazioni di singole unità immobiliari. Restano la consegna e, nei nuovi contratti soggetti a registrazione, la clausola con cui l’inquilino dichiara di aver ricevuto informazioni e documentazione energetica, compreso l’attestato.

Conviene preparare l’inventario anche con pochi mobili?

Sì, come accorgimento pratico. Elenca ciò che rimane, descrivine lo stato e collega le fotografie al verbale condiviso alla consegna. Bastano descrizioni precise: non serve trasformare una piccola dotazione in un catalogo.

Posso usare il contratto di un altro appartamento?

Puoi usarlo come traccia di lavoro, controllando ogni clausola. Cambiare soltanto nomi e indirizzo lascia facilmente riferimenti sbagliati a pertinenze, arredi, spese o accordi territoriali. Parti dai dati del nuovo fascicolo e verifica la coerenza dell’intera bozza.

Fonti ufficiali consultate il 15 ottobre 2026: Normattiva, legge 431/1998, articoli 1, 2 e 13; codice civile, articolo 1575; D.Lgs. 192/2005, articolo 6. Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2017, D.M. 16 gennaio 2017, articoli 1, 2 e 7 e allegati A e B. I collegamenti puntuali sono riportati nei passaggi pertinenti.

La checklist riguarda la preparazione della locazione: per anomalie tecniche o condizioni contrattuali particolari, fai esaminare il fascicolo al professionista competente.

Conserva documenti e scadenze della locazione in un unico posto.

Approfondisci con la guidaTipi di contratto

Articolo a cura della Redazione GestionaleAffitti, con carattere informativo e aggiornato alle norme in vigore alla data indicata. Non sostituisce il parere di un avvocato, di un commercialista o di un'associazione della proprietà, a cui rivolgersi per il proprio caso.

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